Patrick Decker, CEO di Xylem: Nuove tecnologie per il settore idrico

Secondo Patrick Decker, CEO di Xylem, solo le tecnologie intelligenti per la gestione delle risorse idriche potranno consentire alle aziende che operano nel settore di risolvere il problema dell’accessibilità e della scarsità d’acqua. In seguito all’acquisizione da parte di Xylem di diverse aziende specializzate nella cosiddetta acqua intelligente, ed a considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo, Decker illustra come numerose aziende di servizi stiano adottando le nuove tecnologie e quale sarà il loro impatto sul settore in generale.

Quali sono le maggiori sfide attuali per il settore idrico?

Pensando all’intero ciclo dell’acqua, possiamo individuare essenzialmente tre problematiche impellenti. La prima è costituita dalle perdite d’acqua lungo la rete di distribuzione, cioè la cosiddetta acqua non fatturata, che in un periodo in cui l’accessibilità dell’acqua è fortemente sentita rappresenta un grande problema dal punto di vista finanziario per le aziende di servizi.

La seconda è rappresentata dagli sfiori d’acqua piovana. A causa del maggiore impatto dei cambiamenti climatici, assistiamo sempre di più ad eventi atmosferici da record che mettono a durissima prova le reti idriche e fognarie dei nostri clienti. La terza è l’aumento dei consumi energetici delle aziende di servizi. Infatti, il settore idrico consuma una quantità elevata di energia, e rappresenta inoltre una delle principali cause alla base delle emissioni di gas serra.

Le tecnologie intelligenti come potranno contribuire a risolvere alcuni di questi problemi?

Sono convinto che le tecnologie intelligenti per la gestione delle risorse idriche potranno rivestire un ruolo predominante in due ambiti. Uno è la capacità di integrare un grado sempre maggiore di intelligenza nelle attrezzature esistenti e nell’hardware che vendiamo ai nostri clienti. Il secondo è la possibilità di integrare software e analisi dei dati in queste attrezzature.

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I dati potrebbero essere riferiti a una singola attrezzatura oppure a un’intera rete, ma in entrambi i casi potrebbero risultare estremamente preziosi per i nostri clienti, aiutandoli a ridurre le perdite lungo le reti di distribuzione dell’acqua potabile, a gestire in modo più efficiente i casi di sfioro d’acqua piovana oppure a ridurre il consumo energetico delle proprie reti per il trattamento delle acque reflue.

Xylem ha acquisito diverse aziende specializzate in tecnologie intelligenti per la gestione delle risorse idriche. Quali sono le motivazioni alla base di queste acquisizioni?

Negli ultimi due anni, abbiamo completato diverse acquisizioni per ampliare ulteriormente il nostro portfolio, e renderlo veramente un portfolio di soluzioni idriche intelligenti. Tuttavia, vorrei sottolineare che la nostra strategia non è limitata soltanto alle acquisizioni. Infatti, stiamo investendo molto in ricerca e sviluppo, per continuare a integrare l’intelligenza nel nostro hardware e nelle attrezzature esistenti.

Due ottimi esempi sono lo sviluppo software e l’analisi dei dati, che abbiamo ampliato con la nostra nuova piattaforma di analisi. È importante ribadire che non si tratta di una questione di software o hardware, ma di combinarli alla perfezione per offrire più dati possibili ai nostri clienti.

Qual è stato finora il riscontro dei clienti di Xylem in relazione alle tecnologie intelligenti per la gestione delle risorse idriche? Sono più scettici o entusiasti?

Parlando con le aziende di servizi di tutto il mondo, l’impressione generale è che i CEO e i dirigenti siano disposti ad assumere dei rischi oppure a provare le nuove tecnologie, ma solo se si tratta di tecnologie collaudate. Uno dei motivi per cui i nostri clienti sono più entusiasti è il fatto che il nostro passaggio alle tecnologie intelligenti è basato sulla credibilità che i nostri team hanno saputo conquistare in diversi decenni di servizio per questi clienti.

Una volta, il CEO di un’azienda di servizi mi ha detto: “Patrick, state svolgendo la parte più gravosa del lavoro per noi clienti, con investimenti mirati volti a verificare sul campo quali di queste tecnologie sono veramente efficienti e quali no. Non dobbiamo più preoccuparci della sostenibilità o dell’efficacia delle vostre soluzioni, perché ci fidiamo di voi. Infatti, siete sempre disposti a mettere in gioco la vostra reputazione e di conseguenza per noi la scelta è decisamente più facile”.

Quali parti del settore idrico stanno adottando le tecnologie intelligenti in misura maggiore rispetto alle altre?

Il livello di adozione di queste tecnologie varia in misura considerevole. Innanzitutto, non è necessariamente una questione geografica. Dipende più che altro dalla filosofia adottata dalle singole aziende di servizi. Infatti, i CEO di queste aziende possono implementare queste tecnologie per diversi motivi, da un problema di sicurezza nazionale all’entrata in vigore di un nuovo regolamento, oppure in seguito ad un episodio di siccità. Ogni situazione porta a un approccio differente.

Tuttavia, i CEO delle aziende di servizi più orientate al futuro sono maggiormente propensi alle nuove tecnologie e pronti ad adottarle a braccia aperte, sia per il ritorno immediato dell’investimento che per la possibilità di offrire un servizio migliore agli utenti finali. Il nostro approccio è rivolgerci in particolare a queste aziende lungimiranti e convincere sempre più aziende che la soluzione adottata è collaudata ed efficiente. Da questo punto di vista, sono convinto che la svolta sia veramente dietro l’angolo.

Il settore idrico si adatterà rapidamente all’introduzione delle nuove tecnologie?

Il settore idrico è da sempre avverso ai rischi e lento ad adottare nuove tecnologie, del resto come molti altri settori. Tuttavia, come molti altri leader del settore idrico, attualmente intravedo un movimento in atto, dettato dal fatto che le due problematiche della scarsità e dell’accessibilità all’acqua tendono sempre di più a convergere, e le aziende di servizi sanno che ora possono operare in modo più efficiente grazie alle le tecnologie intelligenti, e di conseguenza sono più propense ad adottarle. È un periodo di grande fermento.

Questo vale in particolare per i mercati emergenti, in cui spesso le infrastrutture idriche sono realizzate da zero e di conseguenza possono essere progettate in modo più intelligente ed efficiente fin dall’inizio. Anche nei mercati più maturi, in cui le infrastrutture sono più datate, le tecnologie che abbiamo inserito nel nostro portfolio possono aiutare le aziende di servizi a individuare con precisione quando è il momento di sostituirle, anziché farlo a più riprese spendendo molto di più. Infatti, ora possono localizzare specificatamente le perdite o sostituire i contatori inefficienti, ma questo è solamente un esempio di come possono destinare i propri fondi in modo più oculato.

Infine, quale sarà l’impatto dell’acqua intelligente dal punto di vista sociale, economico e ambientale?

Sono assolutamente convinto che le tecnologie intelligenti nel settore idrico siano destinate a cambiare il mondo. A mio parere, il motivo per cui il settore idrico sarà il prossimo a registrare una vera e propria svolta dal punto di vista tecnologico è che ha tutte le caratteristiche necessarie per farlo. In primo luogo, i massicci investimenti nel settore, pari a un bilione di dollari all’anno. In secondo luogo, l’incredibile livello di sprechi e inefficienza delle reti. Infine, la svolta tecnologica sarà imposta dai nuovi regolamenti che entreranno in vigore.

Le problematiche della scarsità e dell’accessibilità dell’acqua potranno essere affrontate solo con una svolta tecnologica. Infatti, solo grazie alla tecnologia potremo ridurre drasticamente i budget e gli investimenti necessari da parte delle aziende di servizi, a prescindere dal fatto che si tratti di ridurre di due terzi il costo per l’ammodernamento di una rete di distribuzione dell’acqua potabile esistente o di aiutare una municipalità a risolvere il problema degli sfiori d’acqua piovana a un costo pari a un terzo rispetto alle soluzioni tradizionali. Inoltre, queste tecnologie sono già disponibili. Come abbiamo dimostrato in numerose città degli Stati Uniti, possiamo farlo anche nel resto del mondo.

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